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Uil Fpl: “nuovo contratto Infermieri, Oss e Professioni Sanitarie? Senza fondi non firmiamo”.

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Sanità Pubblica. Non firmeremo mai un Contratto senza nuove risorse e le altre garanzie previste dal Patto sul Pubblico Impiego.

Uil Fpl Nazionale: Il momento della chiarezza su obiettivi, percorsi e responsabilità. Non firmeremo mai un contratto senza nuove risorse e le altre garanzie previste dal Patto sul Pubblico impiego.

Sono passati più di 20 anni da quando la tornata contrattuale, che si posizionò a cavallo della fine degli anni ‘90 e l’inizio del primo decennio dell’anno duemila, sancì un nuovo sistema di classificazione del personale in Sanità e lo storico passaggio degli Infermieri e di tutti gli altri Professionisti della salute alla categoria “D”, quale riconoscimento pro tempore di una passione lavorativa e di una professionalità conquistata sul campo e nelle aule universitarie.

Quelli furono anche gli anni di altre importanti conquiste: le selezioni interne, la possibilità dei passaggi di profilo, le posizioni organizzative, la valorizzazione economica delle funzioni di coordinamento, il successivo passaggio a “Ds” dei Coordinatori.

Anni e conquiste straordinarie, per le quali noi della Uil Fpl ci siamo battuti con forza e determinazione, nelle piazze come nei luoghi e nei contesti nei quali siamo andati a rappresentare le istanze di un Mondo che chiedeva solo che gli fosse riconosciuto il valore che aveva saputo conquistare.

Ma quegli anni sono passati e questo è il momento di altre sfide, ancora più impegnative.

Sotto le scarpe dei professionisti e di tutti gli altri lavoratori della sanità si è accumulata tanta strada, la cui mole avrebbe dovuto suggerire alla politica – da tempo – la necessità di riconoscere il prezioso e fondamentale contributo che la nostra gente ha portato al sistema salute del Paese, anziché sottrargli per legge alcune delle conquiste faticosamente ottenute dalla contrattazione nazionale.

Comunque sia, rivendichiamo il percorso ed il cambio di rotta che siamo riusciti ad ottenere dal Governo con la firma del “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e della coesione sociale” e, proprio per questo motivo, non possiamo tacere su quanto sta accadendo al tavolo di contrattazione nazionale.

“Il nostro Paese riparte dalle donne e dagli uomini della Pubblica Amministrazione…”, recita l’incipit del Patto.

Dove? Quando? E soprattutto COME?

Di certo, non potrà ripartire con una normativa sul pubblico impiego, che -pur presentando spunti apprezzabili-ma non per tutte le categorie, appare ancora troppo timida e conservatrice per favorire realmente un rilancio dei servizi pubblici che passi, come è giusto che sia, attraverso la valorizzazione dei dipendenti pubblici.

Di certo, non potrà ripartire ignorando quello che la Piattaforma unitaria confederale ha voluto rappresentare all’Aran, alle Regioni e al Governo e, tantomeno, potrà ripartire eludendo i principii fondamentali del Patto sul lavoro pubblico.

Non resteremo di certo passivi di fronte a posizioni sul tavolo negoziale che rinnegano questi paletti fondamentali del nostro credo e del nostro agire, che si sono concretizzate con il rigetto della controparte di quasi tutte le proposte unitarie presentate, per iscritto e dettagliate, sulla prima parte dell’articolato contrattuale.

Noi della Uil Fpl non ci accontenteremo di certo delle poche proposte inserite nell’ultimo testo che ci è stato inviato, tra l’altro “trionfalmente” accolto da un certo sindacalismo autonomo, il quale sta dando prova evidente di essere più alla ricerca di proprie politiche di marketing che di concrete e reali scelte a vantaggio dei lavoratori.

Lotteremo sempre per ottenere quello che è stato concordato e, principalmente, tutto quello che i Professionisti e tutti i Lavoratori della Sanità hanno ampiamente guadagnato in questi anni.

Potrà sembrare strano un intero documento dove non appaia citato il riconoscimento che sarebbe dovuto agli “Eroi della lotta al Covid”, ma l’omissione è voluta per il semplice fatto che i Lavoratori della Sanità meritavano già prima della pandemia quel riconoscimento che in tanti oggi si affrettano a ritardare, in nome dei diritti padronali e con la complicità di una memoria che dimentica troppo spesso i meriti e le qualità delle persone e di intere categorie.

Tanto premesso, come non mai, questo ci sembra il momento nel quale ogni attore di questo sistema debba avere chiari gli obiettivi, i percorsi e le proprie responsabilità.

Per quanto riguarda la Uil Fpl: Non firmeremo MAI un contratto senza che siano stati rispettati gli accordi previsti dal Patto sul pubblico impiego, tra i quali:

-elemento perequativo da stabilizzare nella retribuzione fondamentale;

– revisione dei sistemi di classificazione, attraverso lo stanziamento di risorse aggiuntive nella legge di bilancio 2022, per valorizzare i Professionisti e Tutti i Lavoratori della Sanità.

– implementazione ed estensione del sistema degli incarichi;

-superamento reale della normativa che impedisce di fatto l’incremento dei fondi contrattuali aziendali (art. 23, comma 2, del d.Lgs. 75/2017).

-regolamentazione del “lavoro agile” e dei diritti dei lavoratori ad esso connessi;

Tra l’altro, senza dimenticare la previsione, pur essa contenuta nel Patto, di un ulteriore investimento sulla programmazione dei fabbisogni e le assunzioni del personale. Lo abbiamo sempre sostenuto e questo ci sembra proprio il momento di ribadirlo a chiare lettere, con l’aggiunta che la Uil Fpl è pronta ad ogni iniziativa che serva a convincere le Regioni e il Governo del valore e dell’importanza dei Lavoratori della sanità, che si possono concretizzare principalmente con quel fondamentale strumento che si chiama Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

 

assocarenews.it

(Foto © mef.gov.it)

 

 

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