Veronese: “Donne ancora funambole tra lavoro e vita privata”

Veronese: “Donne ancora funambole tra lavoro e vita privata”

“Il rapporto ’Le Equilibriste 2026’ pubblicato oggi da Save the Children non è una mera fotografia statistica, è un atto d’accusa verso un sistema Paese che continua a poggiare il proprio welfare sulle spalle delle donne, costringendole a un funambolismo insostenibile tra lavoro e vita privata”.

È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.

“I dati del 2026 confermano una tendenza che denunciamo da tempo: l’arrivo di un figlio penalizza maggiormente la donna agendo in maniera inversamente proporzionale sull’occupazione, poiché aumenta quella dei padri e diminuisce, drasticamente, quella delle madri, con dimissioni, ricorso al part-time e fluttuazioni negli stipendi. Non sorprende quindi – ha aggiunto Veronese – che il tasso di fecondità continui a scendere attestandosi a 1,14 figli per donna.”

“È fondamentale aumentare le risorse e soprattutto – ha proseguito la sindacalista – convogliarle su interventi strutturali, per un sostegno reale alle famiglie, a partire dall’equiparazione, in termini di durata, dei congedi di paternità e di maternità, sino al tempo pieno nelle scuole, ovunque, e a centri estivi accessibili”.

“Se vogliamo davvero contrastare l’inverno demografico – ha concluso Veronese – dobbiamo dare dignità al lavoro femminile. Senza la piena partecipazione e tutela delle donne, l’Italia non ha futuro né economico né sociale”.

Roma, 6 maggio 2026

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