Anziani e burocrazia digitale: una sfida quotidiana

Anziani e burocrazia digitale: una sfida quotidiana

Over 65, servizi sempre più online, sportelli fisici sempre più rari. Una combinazione che rischia di lasciare indietro una generazione intera.

I dati parlano chiaro. Secondo le rilevazioni ISTAT più recenti, oltre il 60% degli italiani tra i 65 e i 74 anni non possiede competenze digitali di base sufficienti per accedere autonomamente ai servizi pubblici online. Tra gli over 75, la percentuale sale ulteriormente.

Non si tratta di pigrizia o di resistenza al cambiamento. Si tratta di un divario strutturale, costruito nel tempo da fattori che si sommano: minore esposizione alla tecnologia durante la vita lavorativa, difficoltà visive e motorie che rendono l’uso di schermi e tastiere più faticoso, pensioni che non sempre consentono l’acquisto di dispositivi aggiornati o di una connessione stabile.

Proviamo a mettere nei panni di un anziano la lista di operazioni che oggi richiedono accesso digitale:

presentare il Modello 730, rinnovare l’ISEE, richiedere il bonus sociale sulle bollette, accedere al fascicolo previdenziale INPS, scaricare il certificato di pensione, fare domanda per agevolazioni comunali, verificare i propri dati sanitari.

Ognuna di queste operazioni richiede un’identità digitale attiva (SPID o CIE), la capacità di navigare portali complessi, e spesso la firma elettronica di documenti. Operazioni che per molti sono routine quotidiana, per altri rappresentano una barriera concreta e spesso insuperabile senza aiuto.

Allo sportello del CAF UIL arrivano ogni settimana storie di difficoltà digitale. C’è il signore di 78 anni che non ha mai attivato lo SPID e non sa da dove cominciare. C’è la signora di 69 anni che ha ricevuto una notifica SEND e non sa se è una richiesta di pagamento. C’è il pensionato che ha sentito parlare di un bonus a cui potrebbe avere diritto ma non sa come verificarlo né come richiederlo.

Storie diverse, stesso filo comune: la sensazione di essere rimasti fuori da un sistema che va avanti senza aspettarli.

Il CAF UIL non è solo un centro di assistenza fiscale. Per molti anziani è il punto di contatto con uno Stato che sembra essersi fatto sempre più lontano e incomprensibile.

I nostri operatori non si limitano a compilare moduli. Spiegano, traducono, accompagnano. Prendono il tempo necessario per far capire cosa si sta facendo e perché. Verificano che nessuna agevolazione venga persa. E lo fanno con la stessa cura con cui si vorrebbe essere trattati.

Perché chi ha lavorato tutta una vita, pagato le tasse, contribuito alla costruzione di questo Paese, ha il diritto di ricevere ciò che gli spetta.

Se hai un genitore, un nonno, un vicino anziano che fa fatica con le pratiche burocratiche: accompagnalo al CAF UIL. Non è solo un favore che fai a lui, è un diritto che lo aiuti a esercitare.

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